LA MACCHIA

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Nel sesso non esistono rapporti alla pari. Fiamma aveva un problema con i ragazzi belli, con gli uomini belli, con gli adoni, gli ammaliatori, con quelli che avevano un’aria attraente, gli avvenenti, i vetusti, i deliziosi, gli incantatori, i meravigliosi, quelli stupendi. Non conosceva spiegazione, ma riusciva a godere se lui non era bello, o meglio, se lui era collocato in quella zona franca della bellezza; in altri termini godeva, se lui non era niente di eccezionale! E lei, stava una spanna sopra di lui, maniaca del controllo del cazzo! Paolo era proprio così, un tipico uomo del mezzo, sfigato nella vita e nelle relazioni di coppia, era arrivato alla soglia dei trentanove anni vivendo da eterno quindicenne, frequentava lo stesso giro di amici, compresa la sottoscritta, da quando aveva dodici anni e si ciondolava tra Rolemaster, birrette ed heavy metal; vivendo la sua esistenza a partire dalle tre del pomeriggio e facendo bisbocce tutta la notte, anelando che tutta la settimana fosse un lungo interminabile week-end. Ecco, adesso posso respirare. Fiamma lo vedeva fragile, indifeso e timoroso di tutto, a cominciare dal confronto con gli altri, la ragione di tutto questo gli era oscura, anche se era facile ricollegarla al divorzio dei genitori e ad aver scopato tardi. Quanto a Fiamma, che dire, si era trasformata nella Wonder Woman dei poveri, nel Robin Hood in gonnella, rideva delle sue timidezze passate, si sentiva bella, intelligente, intrigante e sexy da morire: “na bomba!” Più avanzavano i suoi anni, più acquistava dei superpoteri contro ansie e paure. Fiamma si sentiva bene, e sentiva il bisogno di aiutarlo, di incoraggiarlo, di dirgli quale meraviglioso amante fosse stato con lei. Paolo era un friend with benefit di tutto rispetto, riusciva ad accenderla ogni qualvolta lei lo desiderasse senza troppe giustificazioni, o fronzoli, se a Fiamma capitava la giornata della solitudine, oppure gli ritornava il loop della vita di merda, lui c’era sempre! Le sue performance sessuali erano un piccante approdo per la fine delle sue solitudini. Fiamma ricordò la loro prima volta. Pomeriggio piovoso, noia infinita, autostima a meno uno e una versione di Tacito che gli salassava l’aorta, il calore della sua pelle, l’alito profumato di Mentos, i Blur di Country House alla radio.
– Hai voglia se facciamo qualcosa? Lo hai già fatto con qualcuno?
– Mi sono strusciata contro un peluche di Babbo Natale a casa dei nonni l’inverno scorso!
– Contro un peluche di Babbo Natale?
– Sì, con il getto della doccia, con le dita, e a cavalcioni sul bracciolo morbido del divano, e con il palmo della mano aperto massaggiando velocemente su e giù, mentre con l’altra mi tiro un capezzolo
– Ok, ti sei masturbata finora! Io intendevo dire con un uomo, lo hai mai fatto?
– Nella mia fantasia, aiutandomi con qualche filmatino
– Ti andrebbe di farlo?
– Solo se ti comporti come quel peluche di Babbo Natale
– Sì, signorina.
Paolo lo cacciò fuori dai jeans, Fiamma non aveva mai visto il sesso di un uomo (dal vivo) era scuro e la pelle sottilissima lasciava intravedere le vene, era orribile, si spaventò.
– Prendilo in mano e vai su e giù
Era durissimo, strano ma mentre lo osservava sentiva delle fitte piacevolissime
Fiamma capì subito come voleva essere toccato: la mano non doveva scoprire totalmente il glande, ma coprirlo e scoprirlo, lasciando il pollice, lì, un po’ in cima. Fiamma ebbe la sensazione di avere una memoria primordiale, era una cosa naturale, era la prima volta, eppure spontaneamente le veniva facile. Paolo la guardava con la bocca semiaperta e un’espressione oppiacea. Tutto questo durò una quindicina di minuti, finché Paolo si bloccò improvvisamente e dal suo cazzo, schizzò uno zampillo luminescente, che andò ad infrangersi sul suo torace scoperto e peloso.
– Sicura di non averlo fatto prima? E la trovata della saliva sulla mano come la sapevi?
– Porno! Le donne li guardano lo sai?
Fiamma lo adorava, dall’alto dei suoi diciotto anni, la faceva sentire libera, libera di parlare, libera di esprimere il suo impulso sessuale, che era fortissimo, libera di elencargli tutti i modi di autoerotismo che avesse sperimentato, senza essere derisa, senza essere presa alla leggera, senza giudizi.
Lui la ascoltava con rispetto e attenzione ecco perché il sesso con lui era stato amore a prima vista!
Lo eccitava la sua voglia di imparare. Fiamma voleva mettersi alla prova. Voleva rendersi conto fin dove poteva arrivare, sfidare a singolar tenzone ogni sua inibizione e tabù e fregarsene di quel motivetto che le canticchiava un esserino cattivello: “sei una troietta, sei una troietta…in effetti Fiamma sentiva le orecchie calde e le tempie che le battevano, qualche volta.
– Ora tocca a te
Paolo le si avvicinò lentamente, senza smettere di attorcigliare i suoi capezzoli sotto la maglietta, la guardava negli occhi, Fiamma non sapeva nulla sul fatto che la patata si bagnasse, sul formicolio al basso ventre, sulle contrazioni ripetute durante l’orgasmo, credeva fossero tutte cose naturali, non meccanismi e fasi precise del godimento! Prima di quel pomeriggio, Fiamma aveva provato solo orgasmi solitari, quale scaletta avrebbe dovuto adottare adesso? E l’immaginazione, come faceva? Cazzo doveva ricorrere all’immaginazione adesso, era impossibile per lei senza un porno! Quale schema doveva seguire, sedicianni e mezzo sono pochi per collegare amplesso da autoerotismo a orgasmo di coppia. Fiamma stai calma, respira, lasciati andare!
– Che stai dicendo, sssh non dire niente e lasciami fare
Fiamma sentiva la sua lingua invadergli prepotentemente la bocca, aveva già baciato qualcuno, ma per la prima volta, Fiamma sentì i denti e tutto ciò gli piaceva, gli piaceva il modo in cui li usava, mordicchiandole il labbro e il mento, ebbene si ebbe un sussulto mentre le mordeva il mento, nella mente di Fiamma prendeva forma un’immagine brutale e lussuriosa, la sua saliva calda sul suo collo era la melassa da mettere sulla preda, si sentiva realmente una pietanza che stava per essere divorata da un momento all’altro! Aveva una voglia matta di stringere le gambe e protrarre il bacino in avanti.
– Aspetta, stai buona
– Paolo ti desidero da morire
Con le dita le solleticava il pube incolto e non depilato sotto i jeans, Fiamma non riusciva a tenere ferme le gambe, con delicatezza le abbassò i pantaloni, rimase su solo con le mutande color verde acido e i calzini Reebook.
Senza facendole rendere conto la gira, la sua testa è più in basso del suo culo.
-Inarca leggermente la schiena
Fiamma sapeva come fare, lo avevo visto in un film porno dove lei veniva facendo fuoriuscire un liquido acquoso dalla cosina, sentiva le sue ginocchia instabili e pericolanti, non riusciva a tenersi era un misto di emozione, paura e lussuria, un mix che stava per farle scoppiare il cuore.
-Ti farà un po’ male, ma io sono qui e tu sei bellissima e non devi temere nulla ok?
Paolo con un movimento di bacino la lacerò.
E’ strano ma Fiamma non sentì nessun dolore, ma solo piacere. Si sentiva come una macchina lanciata a tutta velocità, che seguiva una precisa traiettoria. Lui era perfetto rallentava e accelerava, Fiamma ora era come se stesse da sola e si lasciava andare, mordeva la federa del letto e sbatteva la mano sul materasso. La prese per le cosce e le divaricò le gambe ancora di più, adesso il movimento era cambiato, le sue spinte partivano dal basso e salivano su
-Eccolo il tuo punto G! Ogni volta che tocco questa parte, la tua patata si avvolge ritmicamente al mio cazzo
Fiamma aveva una paura folle di venire, ma era troppo una sollecitazione continua e lei non ne potette più, il suo orgasmo lo spinse fuori, facendo fuoriuscire un’acqua iridescente che bagnò tutto il letto.
-Sei una meraviglia lo sai? E questa acqua era tutta per me.
La coperta era sporca di sangue e liquido trasparente. Fiamma scoppiò a piangere, lui la prese tra le braccia e la sistemò sulle sue ginocchia, le baciò la fronte e le disse che avrebbe ricordato quel pomeriggio per tutta la vita.

 

 © Vivienne La Nuit

Blur, Country House, The Great Escape, Food Records1996.