June II

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Con Yannick avevamo deciso di prenderci una pausa, dopo il viaggio a Salonicco avevo realizzato di quanto fosse superficiale e banale, di quanto fosse così bravo a letto, ma così vuoto, come una scatola tutta infiocchettata con dentro solo paglia, come un enorme palloncino pieno di elio, come un pensiero geniale che non trova risoluzione nel pratico. Ennesima delusione, tanto poi ci ricasco, vita permettendo. […]  http://www.viviennelanuit.it/2017/02/11/june-ii/

Love love love

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Che il cibo sia connesso al sesso e il sesso al cibo è una gran bufala, una di quelle bugie alle quali ti abituano fin da piccola a credere, e dalle quali è difficile allontanarsi, come quando ti ritrovi al supermercato la sera, e tra lo scarto e l’altro della merce arraffi, quel foie gras clandestino, quel salmone rinsecchito, qualche oliva più disidratata che mai e la bottiglia di quello champagne da canovaccio, che poi champagne non è, ma un qualche spumante fabbricato a Le Molinette, invece che nelle Langhe e che sai bene, non ti aiuterà di certo a passare la serata. Il pane è finito, cazzo!
Il cibo come passepartout, come diversivo e come valvola di sfogo? O come degno accompagnatore di nottate all’insegna dell’eros più sfrenato? (Tze ve piacerebbe!) Sia ben inteso, sono lontani anni luce, i tempi in cui Kim Basinger in sottoveste di seta bianca, arraffava ciliegine candite, giocherellava con uova, fragole e panna montata. A noi, comune mortali, la luce livida e spietata del frigo ci fa solo vedere le occhiaie, il pelo in ricrescita da sotto la vestaglia e l’unghia mangiucchiata, no, decisamente no, e poi chi pulisce tutto quel casino? L’uovo puzza e il fetore della candeggina, ci mette una vita ad andar via. E poi, chi ci dovrebbe imboccare? Quel Mickey Rourke d’annata? Oppure sig. “Tesoro, cosa c’è per cena? Che si mangia? Non è ancora pronto? “

Che il cibo sia connesso al sesso come ennesimo tentativo di marketing industriale e spionaggio del grano con quartier generale al mulino bianco, quello sì. Siamo quello che mangiamo e siamo quello che facciamo, le nostre scelte condizionano statistiche, crescita di prodotto interno lordo e si auspica fiduciose, qualcosa di più! Quando rimandano, la scena del “postino suona sempre due volte”, a chi non verrebbe voglia di rotolarsi su un tavolaccio di legno, tutta infarinata e in preda ad un raptus da pasta frolla maneggiata troppo, tanto dopo secchio, spazzolone e olio di gomito e chissenè. No, il sesso fa sprecare troppo cibo, si butta troppa roba, tutta quella farina per l’aria e poi non è igienico, ammettiamolo. E del sushi sex? Ne vogliamo parlare? L’ultimo grido in fatto di trasgressione, stai distesa sul tavolo di marmo della cucina, tipo sala morgue, con la sciatalgia che ti guarda da lontano e ti ammicca maliziosa e con tanti maki sparsi sul corpo, tipo punti neri della peggior specie e no, eh! Ed escludiamo per un secondo la possibilità di aggiungere la salsa di soia, rigorosamente a ridotto contenuto di sodio, e il wasabi, sai che disastro!
Ma dove sono finite le buone e vecchie cenette a lume di candela, su una spiaggia, in riva al mare, magari, con il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, con il suono dei gabbiani che svolazzano amorevoli in una poetica danza d’accoppiamento (non ci sono i gabbiani di sera, e poi sono attratti dalla spazzatura) dove tu indossi une petite robe noire made in china, con John Coltrane in sottofondo, (facciamo Michael Bublè per il resto del mondo), e te ne stai languida, con quella luce riflessa della candela che ti fa più figa e ti dà più carattere e personalità, perché alla fine, è tutta questione di sicurezza, che vi credete? Dove sono finite le ostriche, il caviale, il tofu e il Topinambur perché i tempi sono cambiati, le seratine dove lui ti viene a prendere con la spider e scendi le scale, stile Grace Kelly con tacco 12, che rischi di passare la serata al CTO, sono davvero finite? Per lasciare la piazza a Finger Food e aperitivi freddi e scomodi? Ah già, adesso “mangiare” non è figo! C’era la moda delle cene in piedi una volta, ma oggi non puoi permetterti di farti vedere affamata mentre divori una frittatina fumante all’ happy hour, e comunque è tutto così artificioso, complicato e difficile da riproporre un mercoledì sera.

Che il sesso sia connesso al cibo e il cibo al sesso risulta un impresa che soltanto le più audaci e impavide possono attuare. Costoro, le nuove eroine della modernità, ridono della salsa caduta sotto il mobile della cucina, sbeffeggiano quella lombosciatalgia che le affligge dalla notte dei tempi, loro wonder women, si siedono sulla lavatrice con la centrifuga azionata, sono disinvolte a camminare sotto la luce diafana del frigo, e accendono il microonde apposta, perché il rumore le ingrifa da morire, sono loro, portabandiera agguerrite del binomio sesso-cibo, non hanno paura della bolletta dell’Enel, perché hanno l’opzione risparmio energia e di notte c’hanno la tariffa agevolata! Non temono il dover pulire da cima a fondo la casa con l’Aiax, perché tanto vengono a soccorrerle le amiche, che sulle note di Bizet, puliscono tutto, e non temono di planare sul parquet, perché si sono incellofanate con la margarina. Alla fine, sono soltanto le nove, ti butti sul divano esausta, chiedendoti del perché tuo marito si sia addormentato davanti alla tv col TG regionale delle 19, ti chiedi del perché fra poche ore è un altro giorno, ti chiedi del perché non c’è un Clooney alla porta con un Martini, mescolato non agitano, massì mettiamoci pure tutti i James Bond del cinema. No, Il cibo non è afrodisiaco, non fa partire l’ormone, richiede tempo, fatica, soldi, e buona volontà. E a questo punto a serata conclusa, come uomo desideri solo Mastro Lindo. Quanto a me, desidero solo trascorrere un sonnacchioso pomeriggio abbracciata a te…

viviennelanuit©

The Kinks, Sunday Afternoon, Face to Face, 1966 Pye Records.