IO E IL SIGNOR GI

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La sua stanza aveva un colore particolare quel pomeriggio, era appena rientrata e mentre sistemava le sue cose pensava già alla sua personalissima e meritatissima siesta. Il timido sole di maggio, si affacciava tra le serrande, provocando una luce arancione, calda, soffusa e ad alto tasso erotico, mentre si stendeva sul letto sentiva un certo non so che, stuzzicarle le cosce. Si rese subito conto, che non era la “solita voglia” da orgasmo frettoloso, preteso subito, e venuto in-seguito-a-visione-da-filmatino-porno, no! Era qualcosa di più intenso e deciso, profondo e lento, soprattutto lento. Pensava a come avesse goduto fino a quel momento, e quel mix di pensieri piccanti le gironzolavano nella mente, come fanno tanti neutroni intorno ad un atomo, come se riuscissimo a vederli, poi, questi neutroni ruotare intorno ad un atomo! Bah! Fiamma sapeva, che tutto ciò si sarebbe legato e configurato in un elemento: l’eccitazione. Fiamma non voleva stimolare il clitoride voleva qualcosa di più profondo, voleva un piacere che la colmasse, avvolgendola e riempiendola tutta. Tra amiche ne avevano discusso molto: sei vaginale o clitoridea? Come arrivi all’orgasmo? In quale posizione? Fiamma arrivò alla conclusione che un vero e proprio orgasmo “vaginale” non l’aveva mai provato, e se questo fosse mai esistito, lei, sicuramente vagava nel nulla cosmico! Cominciò a toccarsi verso i dodici anni, e ricordava di come le bastasse sfregarsi con la mano o con il cuscino per arrivare ad orgasmi favolosi dove si contorceva e si abbandonava ai sensi più indicibili, poi le prime esperienze, non molte, ma ad hoc per il suo piacere. Aveva incontrato uomini che sapevano leccarla talmente bene, che chiedeva loro solo questo! Ebbene sì, “Miss Pat”, all’interno, non rispondeva ai minimi segnali di estasi. Era una cosa imbarazzante, le sue amiche raccontavano di “imperi dei sensi”, di “Ultimi Tango a Parigi”, di convulsioni medianiche, ma lei niente; da adolescente non riusciva nemmeno ad infilare un dito. Le bastava strofinarsi contro qualcosa, e lei veniva, le bastava che qualcuno gliela leccasse o mordicchiasse, e lei veniva! Era questa la sua tecnica, e l’era stata per molti anni! Si era talmente abituata ad orgasmi sicuri, che aveva messo in un angolo la voglia di sperimentarne altri, perché, “Mr O”, non è mai “unico”, ma cambia sempre, ed ogni volta ha una faccia nuova. Fiamma, adesso, era cresciuta e aveva sentito il suo corpo, aveva imparato a farlo vibrare, ed era abbastanza sicura di sé, e di quello che voleva. Quel pomeriggio il desiderio era troppo alto, la voglia di toccarsi era indescrivibile, e siccome Fiamma sperimentava meglio quando stava da sola, decise di godere in quel modo, nel modo punto G! Si distese sul letto, si spogliò lentamente, coccolando ogni centimetro della sua pelle, come se fosse stato il più intraprendente dei suoi amanti, si prese i seni a piene mani e con le dita strinse i capezzoli, si bagnò le dita della sua saliva e scese giù, ancora, fino al delta di venere, fino ad introdurre due dita dentro di sé, mentre si penetrava alzò le gambe, provando una sensazione fantastica tormentando quella zona rugosa lì, proprio all’interno della vagina, era qualcosa di inebriante e nuovo, di mistico; era lussuria allo stato puro. Mentre andava su e giù, sentì la fastidiosa sensazione di dover urinare.- Impossibile l’aveva fatta prima!-  pensò dubbiosa. Fiamma allora, decise di fregarsene e continuò su quel punto, su quel bottone che faceva funzionare la giostra, non sentiva più il suo corpo, il suo corpo, ora, andava da solo, le gambe iniziarono a tremare e sentiva la lussuria che la chiamava sull’orlo del precipizio. Fiamma aveva paura di cadere, ma era talmente bagnata che le sue dita ora scivolavano velocemente e sentiva i capezzoli inturgidirsi sempre di più,  fino a farle male, sapeva benissimo che doveva continuare su quel sentiero, che non doveva abbandonare la rotta, la schiena le si inarcò, e il bacino le si protrasse in avanti. Eccolo! Immaginò lui, l’uomo più virile che avesse mai incontrato sulla faccia della terra, che la prendeva da dietro, che la  prendeva per i fianchi, che glielo dava tutto riempiendola immensamente, che le graffiava la schiena che le mordeva il collo in modo animale e vorace, che le palpava i seni, i suoi seni fantastici. Quei seni, adesso, andavano avanti e indietro seguendo una danza indefinibile e mentre immaginava, Fiamma sentiva. Sentiva qualcosa che la  tirava, e con le dita, dentro di sé simulava proprio quel gesto, come se qualcuno le stesse dicendo: – Vieni, vieni con me – e allora lei lo seguì. Lo seguì, a discapito di tutto quello che c’era attorno: del fruscio del vento, della tenda che volava, del gatto che graffiava la porta perché voleva entrare, dei rumori della casa, del naso che le pizzicava. Fiamma godette di un orgasmo interminabile, dove il suo corpo fu preda di una vibrazione continua. Sentiva le sue dita fradicie, e  “munte” da una specie di “morsa” che aveva scoperto azionarsi in Miss Pat, e lei non poté che assecondarla respirando, e dandole ossigeno. Quel pomeriggio fece la conoscenza del Signor Gì, ed ebbe con lui, tanti e tanti altri appuntamenti.

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Nudo Femminile 24, Armando Prieto Perez, La Habana, Cuba.