Wanna go clubbing tonight?

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Nel quartiere di Monastiraki sembrava tutto fermo, nella Sinagoga non entrava nessuno, il portone era sbarrato, eppure una tenda di lato il chiostro, sventolava in silenzio, forse qualcuno la muoveva di nascosto, senza farsi scoprire. Il baretto non sfornava più kebab e gli alberghi a ore non avevano più amanti, il mercato era diventato una gigantesta pantomima di ambulanti che mercanteggiavano spezie, formaggi di capra e baklava. Camminavo con il mio splendido vestitino azzurrino H&M appena acquistato a Kolonaki ad un prezzo ridicolo, e il vento mi alzava la gonna e mi piaceva quell’aria fresca tra le cosce, dopo una settimana di caldo torrido da pezze in fronte.[…]

http://www.viviennelanuit.it/2016/04/17/wanna-go-clubbing-tonight/

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ROBI AT FIRST SIGHT

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Da piccola guardavo con ammirazione la mia vicina di casa. La mia vicina era una donna piacente sopra i quaranta anni, mora, con gli occhi chiari e sposata all’architetto rampollo-Risky Business. Quando usciva per fare la spesa indossava sempre tacchi altissimi e non si faceva mai vedere senza rossetto. La beccavo sempre nel palazzo, concentrata a scendere le scale sculettando per essere vista. Io abitavo all’ultimo piano, e ci mettevo un casino di tempo per salire a casa, l’ascensore non la prendevo manco morta e salivo quei piani lentamente, inventando le storielle più assurde: guerriera in un mondo fantasy alla Fantaghirò, giustiziera della notte con un fucile a pompa nella mano destra, Robin Hood in gonnella che seduceva il principe Giovanni. Posso dire che salire le scale da sola, insieme all’andare in bicicletta, siano state la mie prime prove di ebbrezza di libertà. La mia vicina di casa piangeva mentre stendeva i panni, per strada parlava da sola, e imprecava contro i figli maledizioni indicibili. Un giorno la fermai e le chiesi perché facesse la madre, le dissi con voce ferma che i bambini non si picchiavano, e che se l’avesse fatto ancora avrei chiamato gli assistenti sociali, il telefono azzurro e i pompieri. Avevo solo dodici anni, ma ero già una piccola stronzetta in erba […]

Per leggere tutto il racconto visita: http://www.viviennelanuit.it/2016/03/25/robi-at-first-sight/

viviennelanuit©

Foto: eccoti!

Love love love

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… Mah, così…riflessioni PrePasquali…

viviennelanuit

Che il cibo sia connesso al sesso e il sesso al cibo è una gran bufala, una di quelle bugie alle quali ti abituano fin da piccola a credere, e dalle quali è difficile allontanarsi, come quando ti ritrovi al supermercato la sera, e tra lo scarto e l’altro della merce arraffi, quel foie gras clandestino, quel salmone rinsecchito, qualche oliva più disidratata che mai e la bottiglia di quello champagne da canovaccio, che poi champagne non è, ma un qualche spumante fabbricato a Le Molinette, invece che nelle Langhe e che sai bene, non ti aiuterà di certo a passare la serata. Il pane è finito, cazzo!
Il cibo come passepartout, come diversivo e come valvola di sfogo? O come degno accompagnatore di nottate all’insegna dell’eros più sfrenato? (Tze ve piacerebbe!) Sia ben inteso, sono lontani anni luce, i tempi in cui Kim Basinger in sottoveste di seta bianca…

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Do you know what I mean?

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Hungry freaks, daddy!

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…? Credo proprio di no…

Mentre ascoltavo Karma Police, mi è venuta un’idea per combattere la mia crisi. Cammino con uno specchio in mano, gli parlo, le parole sono rovesciate, e ti specchi anche tu e vedi quelle parole al contrario. Tu vedi. E poi siamo di nuovo punto e a capo. Una telefonata e la folla si disperde. La moltitudine ci difende dalle nostre solitudini. Ma tu parli? Folla nella mia mente, calca che spinge la mia schiena, ti parlo e tu rispondi per frasi fatte, ti confondo in quella folla, perdendoti.
Mi è giunta una voce. Sento la tua voce, ma non ti vedo. Una persona a me molto vicina mi ha chiesto di scrivere un racconto. Fin qui tutto bene, la persona in questione sa benissimo che scrivo zozzerie ai limiti tra le porcate più porche e l’esistenzialismo più spicciolo, e con molto garbo mi ha suggerito…

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Sweet Flame

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pensieri opzionali sparsi

viviennelanuit

Perché sono una rocker e una romantica…

E la ruota gira, e la nave va, un altro giro di giostra, altro giro altra corsa, le seconde possibilità, le terze volte, le quarte e così via, il giro di boa, il cambio di rotta, e siamo ancora qui, a loop, a refrain, a iosa e a giro. La festa delle donne, la festa del papà, la festa della mamma, Natale, Pasqua, l’Epifania, i compleanni, gli onomastici. Odio le feste, odio gli auguri, odio le ricorrenze, se la storia è finita, perché mettere ogni anno, la mano nella melma, tanto ci troverete solo larve e un pugno di putridi insetti. I convenevoli, l’elogio della bella gente che fu, solo di quella che è stata davvero importante, ricchi premi e cotillon. Melma. Annaspate nella melma verde e puzzolente. Per fortuna che c’è la musica, altrimenti non sarei sopravvissuta. Mi accendo una sigaretta e…

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Giusto così…per chiarire le cose…

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NO DOUBT!

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Beatles o Rolling Stones? Rolling Stones. Revolver o Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band? Revolver. Indie rock o metal? Indie. Scorsese o Coppola? Coppola. Di Caprio o Fassbender? Fassbender. DeNiro o Al Pacino? Al Pacino. Jeremy Irons o Geoffrey Rush? Jeremy Irons. Toscana o Provenza? Provenza. Il Gabbiano, Siddartha o Il piccolo Principe? Nessuno dei tre. Rosemary’s Baby o L’inquilino del terzo piano. L’inquilino del terzo piano. Il rosso o il verde? Il verde. Oggi o domani? Oggi. Smalto colorato o smalto trasparente? Smalto trasparente. Evidenziatore o matita? Matita. Maratona o Pelé? Pelé. Crozza o Lillo e Greg? Lillo e Greg. Cocteau Twins o Pixies? Cocteau Twins. Bach o Chopin? Chopin. Medioevo o Settecento? Medioevo. Tatuaggio o piercing? Nessuno dei due. Armadio o cassetto? Cassetto. Scivolo o altalena? Altalena. Punto o virgola? Punto. Battisti o Baglioni? Battisti. Roma o Napoli? Napoli. Andrea Pazienza o Manara? Non so rispondere. Anelli o…

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Luca

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Il corridoio era buio, mi tenevi per mano, come tuo solito prima di entrare in camera tua. Camminavamo su un tappeto rosso, entusiasti, giovani, belli, onnipotenti, il mondo era ai nostri piedi, ed era tutto, oltre quella porta, su quel letto, in quella stanza alla fine del corridoio. Vedevo da lontano due vallette aprirci la tenda, come nel miglior avanspettacolo, le vedevo sorriderci compiaciute nei loro cappelli a piuma, nelle calze velate, nei tacchi alti e nel trucco circense, quel corridoio ci risucchiava in un mondo nuovo, dove gli unici abitanti eravamo io e te, e dove non esistevano leggi e tabù, ma solo sesso: puro, semplice e antico godimento […]

Visita http://www.viviennelanuit.it/2016/02/23/luca/ per leggere tutto il racconto

Ball and Chain, Janis Joplin, Cheap Thrills 1968, Columbia Records.