July da continuare

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A via dei Gelsi si camminava al buio di notte, non c’erano lampioni, non passavano macchine, le coppiette si appartavano furtive su una panchina, dietro qualche cespuglio. Percorrevo quella stradina quasi tutte le sere, dopo aver fatto la spesa. La bicicletta la sentivo pesante, perché era un po’ in salita, e le buste di certo non mi aiutavano nell’impresa, ma a piedi procedevo lentamente, respirando piano e lasciando correre solo la mia immaginazione. […]

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Midnight in Samothraki IV parte

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La sabbia assomigliava ad una poltiglia grigiastra e nera, meglio conosciuta col nome di “fango”, mescolata a vomito e non so a cos’altro! Intorno gli alberi sembravano gridare: andatevene! E riuscivo perfino a vederne i rami che spingevano quell’orda di zombie che si muoveva a scatti. La puzza di fumo si annidava in gola, la puzza di sudore ti circondava in una morsa talmente stretta che dovevi alzare il viso al cielo per respirare, o dovevi attendere mister meltemi che ti soffiava un pochino, dandoti così, un secondo di ossigeno, la puzza di alcol era stagnante e insistente, mi trovavo in una risacca! […]

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Useless, The K&D Sessions, 1998, Studio !K7

 

Midnight in Samothraki III parte

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Alessandropoli, la città dedicata ad Alessandro Magno, a metà strada tra l’Europa e l’Asia, vicino allo stretto dei Dardanelli, nel mezzo della Periegesi della Grecia e il Bignami della bancarella. Mi piace “fare l’uomo”, lo ammetto, mi piace prendere l’iniziativa, pilotare la serata, la mattinata, l’alba, il tramonto e il tardo pomeriggio verso il mio continente nero, farmi fare quello che voglio, e perché no, far perdere il Sig. Freud in quel continente nero!
Mi piace “fare l’uomo”, ammiccare ai bei ragazzi, dirgli: – ehi sculetta un po’, fammi divertire! – […]

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Wave of mutilation,(UK Surf) B-Side from the “Here Comes Your Man” single,and Original from Doolittle,1989, 4/AD.

MIDNIGHT IN SAMOTHRAKI II parte

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Yannick le cinse i fianchi e avvicinò le labbra al collo, se non fosse stato uno stronzo, quell’immagine di loro due, in rilievo, sullo sfondo dell’imponente Torre Bianca, poteva essere davvero la fotografia di un film in bianco e nero degli anni Quaranta. Un film dove Lauren Bacall abbraccia appassionatamente il suo Humphrey, vestita di un bellissimo abito lungo perlato che gli lascia la schiena scoperta, con la sua immancabile sigaretta, serrata tra quelle superbe labbra rouge Chanel! Che gli sussurra: – sono io che ti tengo in pugno, my dear! –
– Ma non ti manco neanche un pochino? – […]

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Hey, Pixies, 1989, Doolittle, 4/AD

MIDNIGHT IN SAMOTHRAKI I parte

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Noleggiammo un pulmino piccolo e partimmo. Luca passò puntuale sotto casa, scese e mi raggiunse al portone aiutandomi con lo zaino. Portai con me poche cose: qualche jeans, due magliettine, un paio di sandali con un tacco vertiginoso e due gonne, era chiaro che il “poche cose” fosse ironico, lo spazio se lo mangiava tutto il beauty case, tra creme solari, spazzole e asciugacapelli, e soprattutto l’intimo, come qualche completino sexy afferrato in fretta e furia, e che mi ricordava che ero una donna! In quel pulmino non si respirava, faceva un caldo asfissiante. […]

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The Chemical Brother, It doesn’t matter, Dig your own hole, Virgin records 1997

Il gesso è bianco, il sangue è rosso e il divano è blu

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Avete presente quando si spegne l’interruttore della luce? Quando chiudete una porta, senza che subito dopo ci sia un portone? Quando vi trovate nel bel mezzo di un corridoio e manca la luce, e vi assale quel senso di panico e claustrofobia? La sua relazione con Luca era diventata asettica, amorfa e sterilizzata dalla routine. Fiamma poteva sopportare la monotonia, così come poteva sopportare i suoi sbalzi di umore, il suo essere mille giorni sì e uno no, lei, dopotutto, c’era sempre: quando era stanco, e quand’era depresso e nervoso, c’era sempre quando tornava con la coda fra le gambe, come un cane bastonato, c’era sempre dopo “l’after” delle sue scopate clandestine, e c’era sempre quando viveva i suoi quindici minuti di gloria, per sprofondare poi nella fossa delle Marianne. […]

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Higher than the sun, Primal Scream, Screamadelica, Creation Records Sire Records 1991



 

SPRING ON A SOLITARY BEACH

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Fino a quando non vedrò alcune cose, per me non esisteranno, punto. Quindi non vedrò i capelli bianchi e le rughe, non mi renderò conto di avere qualche kiletto in più, e non mi porrò il problema se è presto o tardi per avere figli o per sposarsi. A volte guidando per strada, alzo gli occhi e vedo tanti palazzi e penso a come abbiano fatto a costruirli, quale metodo abbiano seguito, come sia possibile che vi “abitino” tante “cose e oggetti pesanti” e che, per giunta poi, non cadino! Come sono state edificate le città? I ponti? Dicesi ragionamento ingegneristico, forse? Mi piace che sia opera di qualche astruso e difficilissimo meccanismo svelato solo ad una piccolissima fetta di umanità! […]

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Foto: Ragazza di schiena, anonimo.