Il gesso è bianco, il sangue è rosso e il divano è blu

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viviennelanuit

Avete presente quando si spegne l’interruttore della luce? Quando chiudete una porta, senza che subito dopo ci sia un portone? Quando vi trovate nel bel mezzo di un corridoio e manca la luce, e vi assale quel senso di panico e claustrofobia? La sua relazione con Luca era diventata asettica, amorfa e sterilizzata dalla routine. Fiamma poteva sopportare la monotonia, così come poteva sopportare i suoi sbalzi di umore, il suo essere mille giorni sì e uno no, lei, dopotutto, c’era sempre: quando era stanco, e quand’era depresso e nervoso, c’era sempre quando tornava con la coda fra le gambe, come un cane bastonato, c’era sempre dopo “l’after” delle sue scopate clandestine, e c’era sempre quando viveva i suoi quindici minuti di gloria, per sprofondare poi nella fossa delle Marianne. Fiamma gli assicurava una presenza discreta, con qualche “presa d’aria” ovvio, ma per lo più era costante e razionale, e…

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