UNO, DUE E TRE

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nebbia e umidità

viviennelanuit

Fiamma gli scrisse una lettera perché non poteva inviargli messaggi, avrebbe potuto chiamarlo, certo, aveva molti minuti. Minuti che avrebbe speso con lui, virtualmente, fisicamente, totalmente, ma Fiamma aveva paura, aveva paura che la respingesse, tremava all’idea che non rispondesse, e comprendeva anche questo suo tenerla a distanza.
Fiamma gli scrisse, perché aveva tante lettere e parole. Lettere e parole che si inseguivano le une con le altre, ed erano tante, tutte che spingevano nella sua mente e che facevano a gara ad uscire, frasi confuse, frasi ammassate, che qui, in questo luogo franco, bianco e infinito, si legavano fino a rendersi comprensibili, prima a lei stessa e poi a lui. Ventiquattro ore, dove lui e Venezia le avevano preso il cuore, il suo cuore che era un organo di fuoco, che gli sussurrò qualcosa a bassa voce quasi bisbigliando.
La stazione era gremita di gente, gente anonima, gente comune…

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