Gëzim Hajdari

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Interno poesia

Gëzim Hajdari


Tu esisti di fronte all’inverno
come una ferita. Immobile e forestiera
in uno spazio imperfetto, mai ospitale,
aspettando che il silenzio uniforme della sabbia
ti parli del segreto.
Non ti stordire dei fiumi vaganti e dei nuovi alberi
che prima non c’erano. D’intorno continuerà la caducità
delle cose, la scomparsa dei poeti che legano
il cielo alla terra.
È detto che moriremo nelle terre opposte.
I miei anni: fuga nell’ignoto e risvegli spaventati nella notte.

da Poesie scelte (Controluce, 2014)

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Un pensiero su “Gëzim Hajdari

  1. Mi sono imposta di pubblicare solo cose mie, cose inedite. Blog, il mio, da “surrounded atmosphere” e racconti “pruriginosi”…figuriamoci a mettere le citazioni! Troppo stucchevoli e incartapecorite, ho pensato; ci sarebbe da discutere e polemizzare sul loro “uso improprio” tutto al più, ma, non so voi, io all’inverno mi sono arresa, e se è pur vero che i poeti sono scomparsi è bello pensare a loro come entità ultraterrene, perché si ha sempre un piano B, e i luoghi dove i sogni “trovano riparo” sono molteplici e inesplorati, e lì, davvero tutto possibile…

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